Residenze Lievito: dove l’arte cresce lentamente. Intervista a Silvia Giordano e Matteo Graniti
Clicca qui per il commento a cura di Antonella Buttazzo (3 marzo 2026)
Clicca qui per l’intervista a Matteo Graniti e Silvia Giordano, a cura di Antonella Buttazzo (3 marzo 2026)
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commento a cura di Antonella Buttazzo (3 marzo 2026)
C’è un antico podere contadino, nella Valdichiana Senese, che ha smesso di produrre grano per coltivare qualcosa di più sottile: idee, pratiche artistiche, relazioni. Si chiama La CAP Re|Hub, ha sede a Sinalunga, in provincia di Siena, e da luglio 2026 ospiterà Residenze Lievito, un programma di residenze artistiche pensato per artiste, makers e curator·trici under 35 che vogliono fermarsi, lavorare, confrontarsi e crescere.
Il progetto è promosso da La CAP e da IPERCUBO, realtà attiva tra Pisa e Milano nella valorizzazione di artisti emergenti e mid-career, ed è finanziato con le risorse del PR FSE+ Toscana 2021/2027, nell’ambito del progetto regionale Giovanisì. Nel biennio 2026–2027 verranno assegnate dieci borse di residenza, articolate in due cicli da sei mesi, rivolte complessivamente a otto artiste e due curator·trici tra i 18 e i 35 anni.
La metafora guida è quella della lievitazione: un processo lento, organico, che trasforma la materia dall’interno. Il programma si struttura in quattro fasi complementari – Impasto, Fermentazione, Maturazione e Condivisione – e prevede attività di mentorship con professioniste e professionisti di primo piano del panorama culturale italiano, tra cui Laura Lamonea (Art Verona, Festival Videosound Art), Stefano Raimondi (MAC di Lissone, The Blank Contemporary Art), Cristina Caprioli (Leone d’Oro alla Biennale Danza di Venezia 2024) e Carlotta Scioldo, ricercatrice e dramaturg.
Due suggestioni tematiche orientano il lavoro dei residenti. La prima residenza, “Ripensare l’aia” (luglio 2026 – gennaio 2027), invita a interrogarsi sullo spazio dell’aia come luogo di incontro, socialità e costruzione collettiva. La seconda, “Rendere buono” (gennaio – luglio 2027), prende le mosse dal Canale Maestro della Chiana del 1338 per riflettere sul potere trasformativo dell’azione umana sul territorio. La call per la prima residenza è aperta fino al 30 aprile 2026 su residenzelievito.com.
Abbiamo incontrato Silvia Giordano, direttrice e fondatrice de La CAP, e Matteo Graniti, cofondatore e direttore di IPERCUBO, per capire cosa significhi oggi creare le condizioni perché l’arte possa davvero prendere forma.
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intervista a Matteo Graniti e Silvia Giordano, a cura di Antonella Buttazzo (3 marzo 2026)
Residenze Lievito nasce da un incontro tra due realtà molto diverse per vocazione e territorio. Come vi siete trovati a lavorare insieme?
Silvia Giordano: Il progetto nasce proprio come sviluppo di una collaborazione già in atto tra le nostre due realtà: l’idea di dare una formazione agli artisti che riguardi anche il loro posizionamento e la capacità di gestione all’interno di un sistema complesso come quello della scena contemporanea, insieme alla possibilità di approfondire il proprio lavoro accompagnati da un sostegno professionale, in un’ottica che travalichi le tradizionali divisioni tra discipline. La ricchezza della collaborazione sta nella complementarità delle nostre competenze e dei nostri raggi d’azione: nella possibilità di creare un terzo luogo dall’incontro tra il mercato con le sue regole, e la dimensione processuale delle pratiche e dei bisogni che sottendono una creazione artistica.
Matteo Graniti: la formazione accademica italiana non fornisce purtroppo una preparazione adeguata agli artisti e ai curatori che appena laureati si trovano all’interno di un sistema altamente competitivo e talvolta poco trasparente, a questo si deve aggiungere l’ansia produttiva e comunicativa a cui essi sono sottoposti per essere presenti sul mercato riducendo così i processi di creazione e scambio critico. È in questo scenario che abbiamo pensato come le competenze e i ruoli di IPERCUBO e La CAP potessero ibridarsi per fornire un supporto adeguato ai giovani curatori, makers e artisti.
Il nome del progetto richiama esplicitamente la lievitazione. Perché questa metafora?
Silvia Giordano:
Il lievito, che fermenta, cresce lentamente, trasforma e nutre, è il simbolo di un tempo che valorizza i processi, la cura e le condizioni di possibilità del fare artistico. Il lievito ha bisogno di tempo lungo per fermentare e maturare; ha bisogno di essere nutrito per crescere, ma al tempo stesso nutre. È in continuo impercettibile movimento e deve incontrare un altro corpo per diventare generativo. Ci sembrava quindi una metafora perfetta per raccontare il senso di questa residenza, che include un programma formativo e di tutoraggio pensato come nutrimento costante, e che si basa sull’interdisciplinarità tra le diverse pratiche artistiche a cui ci rivolgiamo. Oggi, per un giovane artista, ritagliarsi sei mesi di tempo per stare e lavorare in un luogo è quasi una sfida di fronte alla velocità e la pressione del sistema con cui si deve confrontare. Lievito nasce proprio dal desiderio di restituire valore a una temporalità distesa, che dia il tempo di sedimentare, trasformarsi e trovare una propria forma senza l’urgenza immediata della produzione, in un contesto territoriale, quello della Valdichiana, in cui il saper fare, la pratica e la materialità conservano ancora un valore profondo.
Il programma si articola in quattro fasi: Impasto, Fermentazione, Maturazione e Condivisione. Come si traduce concretamente questa struttura nella quotidianità della residenza?
Silvia Giordano: La metafora del lievito orienta anche le fasi del programma di residenza: in “Nutrimento” i residenti potranno partecipare settimanalmente a incontri, laboratori e lezioni con professionisti, teorici e makers nazionali e internazionali, in un programma pensato per attivare sguardi critici e offrire strumenti, visioni e nozioni utili alla pratica e al loro percorso professionale. “Fermentazione” si riferisce al tempo dello sviluppo autonomo della ricerca: artisti e curatori avranno a disposizione spazi di vita e lavoro e potranno contare sul supporto di mentorship individuale e di sessioni collettive di tutoraggio curatoriale, territoriale e di movimento, inteso come strumento per sostenere sia la pratica artistica che la costruzione del gruppo. La “Maturazione” prevede visite sul territorio e sessioni di shadowing con realtà produttive e artigianali locali; mentre la “Condivisione” si realizza attraverso una rassegna pubblica articolata in talk tematici, open studio, momenti conviviali e con la restituzione finale, aperta al pubblico, delle opere curate dai residenti.
Le due suggestioni tematiche – “Ripensare l’aia” e “Rendere buono” – sono molto radicate nel territorio. È una scelta precisa?
Silvia Giordano: Ho sempre trovato molto faticoso aderire a una residenza che devia la ricerca verso una direzione troppo finalizzata e, pur volendo rispondere allo spirito del bando costruendo una relazione con il luogo anche attraverso le opere che verranno realizzate, il tentativo è stato quello di partire da elementi o tratti del territorio che però aprissero a riflessioni universali, preservando la libertà necessaria all’artista per svolgere il suo lavoro e proiettarlo oltre il periodo della residenza. Attraverso queste due suggestioni, una che si ispira alla funzione dell’antica aia contadina, e una all’opera di bonifica che ha ridefinito il paesaggio della Valdichiana, invitiamo a riflettere sulle relazioni non mediate e sulle ambivalenze provocate dalle nostre azioni e dai nostri interventi, tra cura e alterazione: temi urgenti con cui, in forme diverse, oggi tutti noi ci confrontiamo. È una scelta precisa che si lega all’obiettivo di questo progetto: come costruire una relazione tra pratica artistica e territorio, ma al contempo sostenere gli artisti nella loro professione anche dopo e oltre il tempo e lo spazio protetto della residenza.
Il progetto ambisce anche a costruire relazioni che vadano oltre la residenza stessa, a livello nazionale e internazionale. Come?
Matteo Graniti: IPERCUBO è una galleria focalizzata sul supporto e la ricerca di artisti emergenti e mid careers italiani e internazionali. Partecipa a fiere italiane e all’estero e collabora con tutti i players del sistema dell’arte. Metteremo a disposizione la nostra esperienza per decifrare le sfide e le opportunità che inevitabilmente i giovani residenti si troveranno ad affrontare. L’idea è di mantenere un rapporto che possa andare oltre il ciclo di residenza e mettere a disposizione il nostro network a seconda delle caratteristiche e delle esigenze di ciascun partecipante, inoltre se valuteremo che alcuni curatori e artisti sono in linea con il nostro progetto non sono da escludere future collaborazioni.
Un’ultima domanda: cosa sperate che i partecipanti portino via con sé, una volta conclusa l’esperienza?
Silvia Giordano: Consapevolezza, nuove domande e un senso di comunità e confronto che sopravviva al tempo della residenza.
Matteo Graniti: Immaginare nuovi scenari e la possibilità di realizzarli individualmente e come parte di una comunità.
- Podere La Capacciola. Crediti per la foto: Martina Rafanelli
- Podere La Capacciola. Crediti per la foto: Martina Rafanelli
- Crediti per la foto: Martina Rafanelli
Calendario di residenza:
Residenza I – “Ripensare l’aia” 11 luglio 2026 – 11 gennaio 2027
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3 marzo 2026 – Pubblicazione bando e apertura call per Residenza I
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30 aprile 2026 – Chiusura call per Residenza I
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Entro 12 maggio 2026 – Comunicazione esiti della selezione
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11 luglio – Inizio periodo di Residenza a La Cap
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12–13 dicembre 2026 – Restituzione e mostra finale (Residenza I)
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14 dicembre – 10 gennaio – implementazione documentazioni e catalogo digitale, debriefing, riflessioni (in modalità ibrida).
Residenza II – “Rendere Buono” 18 gennaio 2027 – 18 luglio 2027
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17 agosto 2026 – Comunicazione apertura call per Residenza II
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10 ottobre 2026 – Chiusura candidature
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Entro 20 ottobre 2026 – Comunicazione esiti della selezione
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18 gennaio 2027 – Avvio Residenza II
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17–18 luglio 2027 – Restituzione e mostra finale (Residenza II)
Silvia Giordano (Udine,1988) è fondatrice e direttrice generale e artistica di La CAP Re|Hub, centro di residenza dedicato alla creazione artistica e all’autorialità in Valdichiana. E’ attiva come autrice, coreografa e regista e opera nell’intersezione tra narrazione, linguaggi visivi e coreografici. Si è occupata di politiche culturali, innovazione sociale e performing arts, maturando esperienza nella curatela, nella progettazione e nella gestione di festival e progetti culturali in Italia e all’estero. Ha conseguito un PhD in management culturale all’IMT Lucca e si è specializzata in coreografia alla Codarts University of the Arts e alla Fontys University of Performing Arts nei Paesi Bassi.
Matteo Graniti (Pisa, 1984) è Co-fondatore e direttore di IPERCUBO, galleria specializzata nella ricerca e il sostegno di artisti emergenti e mid-careers italiani e internazionali. Ha curato numerose mostre in Italia ed è stato curatore del Lucca Center of Contemporary Art nel 2020-21 e del Teatro del Silenzio nel 2019. Ha collaborato con istituzioni italiane e straniere tra cui l’Università per Stranieri di Siena e il Museo di Antropologia del Principato di Monaco.
La CAP Re|Hub è un centro culturale e hub di ricerca e creazione contemporanea che ospita residenze per autori, ricercatori e artisti con sede nella Valdichiana senese in Toscana. Si caratterizza per una particolare attenzione alle forme narrative, visive e coreografiche, ai linguaggi del corpo e dell’immagine in movimento, ed è il risultato di un progetto di riqualificazione di una vecchia stalla affacciata sull’aia di un podere contadino, Podere La Capacciola. La residenza si distingue per l’integrazione organica tra spazi di vita e di lavoro: i partecipanti vivono all’interno
dello stesso podere in cui si trovano lo studio attrezzato e gli spazi collettivi, favorendo tempi distesi e occasioni informali di confronto.
IPERCUBO, è una realtà attiva tra Pisa e Milano, focalizzata sulla ricerca e valorizzazione di artisti emergenti e mid-career italiani e internazionali. Dalla sua fondazione il progetto ha sempre previsto una sinergia tra l’attività della Galleria e quella dell’Associazione, dove alla realizzazione di mostre e partecipazione alle fiere italiane e internazionali si è affiancato l’impegno per la formazione agli artisti e la partecipazione a bandi che promuovono il rapporto tra arte e territorio.
Comunicazioni ufficiali e immagini (ove non indicato diversamente) dal progetto.



