A Gentil Carioca x rhinoceros gallery: la nuova serie di opere di Miguel Afa; la prima mostra personale in Italia dell’artista brasiliano
“O tempo que mora em mim”
(Il tempo che vive in me)
24 marzo – 3 giugno 2026
Clicca qui per il commento a cura di Alessandro Turillo (24 marzo 2026)
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commento a cura di Alessandro Turillo (24 marzo 2026)
In questo momento di bombe e dolore, quale arte può raggiungere la nostra percezione senza essere fuori luogo, senza diventare l’ennesimo paradiso artificiale in cui cercare vano rifugio?
La risposta sia di ciascuno diversa, ma nella lenta luce dei quadri di Miguel Afa ho ritrovato qualcosa che neppure la fossa più grande può cancellare: il bisogno di stare vicino a chi ci è caro sia amico, amante o quieta origine della nostra storia.
In un quotidiano intriso di riverberi inquietanti, il giovane pittore brasiliano ha trascorso un periodo di quattro mesi qui a Roma presso la rhinoceros gallery. Ha dipinto nascosto nel cuore della capitale, trasferendo il calore della luce di Roma dentro alle memorie della sua vita.
- Foto di Alessandro Turillo
- Foto di Alessandro Turillo
- Foto di Alessandro Turillo
- Foto di Alessandro Turillo
- Foto di Alessandro Turillo
- Foto di Alessandro Turillo
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L’invito è quello di un passaggio anche fugace presso la rhinoceros gallery al Velabro per assaporare qualcosa che nonostante il richiamo di luoghi lontani, trattengono una fervente quota familiare per i cittadini della città eterna.
Ritrovare nelle sue tele le sfumature dei tramonti romani è una sorpresa che si nasconde silenziosa i quasi ogni sua opera. È l’effetto di un progetto site-specific in cui il dialogo tra luogo e artista produce più di una sorpresa.
Sidival Fila – il pittore frate francescano – ci accompagna nell’attraversamento cromatico del giovane collega:
“la sua tavolozza complessa e sorprendente, genera tonalità che raramente troviamo in natura…la sua magia risiede nella capacità di trasformare colori apparentemente “spenti” in elementi di straordinaria potenza”.
Allo spettatore ignaro, i quadri appariranno tutti fermamente brasiliani, i colori che vedono nella tavolozza i bruni, le terre e i rosa, sono venati di aranci, rossi e bianchi, dosati con una parsimonia raffinata che ne accende ulteriormente la forza.
La storia della città e del pittore si mescolano indissolubilmente, dando vita ad uno stile che evoca sia il ricordo dell’impressionismo sia la storia del paese d’origine di Miguel, lasciando tracce anche dentro di noi.
Storie comuni che ci sembra per un attimo di aver vissuto, perché altro non sono che le memorie poetiche di qualcosa che fa parte della fondazione di ogni cosa che noi poi in tempo di pace, riconosciamo come la base della vita.
- Crediti per la foto: ©Simon d’Exea
- Crediti per la foto: ©Simon d’Exea
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A Roma, rhinoceros gallery (www.rhinocerosroma.com) collabora con la galleria brasiliana A Gentil Carioca (www.agentilcarioca.com.br/en) per la prima personale in Italia dell’artista Miguel Afa, “O tempo que mora em mim” (Il tempo che vive in me), in mostra dal 24 marzo al 3 giugno 2026.
Realizzati durante la sua residenza a Roma, i dipinti in mostra riflettono le esperienze personali dell’artista nella città, dove corpo, memoria e luogo si intrecciano. Attraverso paesaggi, architetture e scene di vita quotidiana tra Rio de Janeiro e Roma, Afa esplora il tempo come dimensione materiale e affettiva.
Alcune opere nascono da fotografie, altre esclusivamente dalla memoria, creando un dialogo tra spazi vissuti e ricordati. Elementi ricorrenti come il cortile diventano luoghi simbolici di incontro tra ricordi, relazioni e geografie diverse.
La collaborazione con A Gentil Carioca si inserisce nella visione di rhinoceros gallery come spazio di dialogo internazionale, capace di connettere pratiche artistiche, storie e culture provenienti da contesti differenti.
La nuova serie di opere prodotte da Miguel Afa per rhinoceros presenta dipinti concepiti e realizzati a Roma appositamente per questa mostra e riflette le esperienze personali dell’artista nella città, dove corpo, memoria e luogo si intrecciano in modi inediti. Noto per il suo approccio profondamente umano, Afa struttura il proprio lavoro attorno a esperienze affettive che modellano la sua percezione del tempo. Tra queste emergono paesaggi e momenti di vita quotidiana sia in Brasile che in Italia, ricordi condivisi con persone care, e incontri con la storia dell’arte italiana, ed in particolare con l’opera di Caravaggio. In questo senso, il tempo assume una dimensione materiale, rivelando modi diversi di contemplarne lo scorrere del tempo negli oggetti e nei passaggi. “O tempo que mora em mim” (Il tempo che vive in me) lega queste relazioni tra vita, memoria e luogo. Come afferma l’artista: «La memoria è un corpo: la nostalgia (saudade) è un cortile», evocando uno spazio affettivo in cui ricordi, esperienze e desideri si incontrano.
Paesaggi e dimensione affettiva sono elementi centrali nel lavoro di Afa. Durante la sua residenza a Roma, l’artista raffigura ambienti e strutture architettoniche tratti da contesti geografici vicini e lontani. Alcuni di questi luoghi evocano un dialogo tra spazi legati a Rio de Janeiro, sua città d’origine in Brasile, e quelli incontrati durante il suo soggiorno romano. Mentre alcune opere si basano su fotografie, altre traggono origine esclusivamente dalla memoria dell’artista. Elemento ricorrente nei suoi lavori, l’immagine del cortile appare spesso nelle composizioni come uno spazio significativo, associato alla sfera affettiva. Il poeta brasiliano Manoel de Barros suggerisce che grandi mondi esistono all’interno di piccoli spazi, come il cortile: «Penso che il cortile dove giocavamo sia più grande della città». Questa idea risuona nella pratica di Afa, dove spazi intimi e collettivi vengono esplorati attraverso molteplici forme, attivando memorie che attraversano geografie e tempi diversi. Per questa serie, l’artista attinge a elementi del mondo che lo circonda, che diventano veri e propri archivi viventi, custodendo tracce di attraversamenti, spostamenti e continuità. La pittura diventa una pratica simbolica: un luogo di formazione, incontro, narrazione e immaginazione.
Nel confrontarsi con la monumentalità, il patrimonio storico e artistico e la memoria, Afa dilata la scala delle figure, che assumono spesso dimensioni imponenti. Questi dipinti affermano una presenza espressivamente monumentale, pur concentrandosi su scene intime tratte da momenti diversi della vita. In questa coesistenza, la nozione di patrimonio si amplia: comprende non solo le strutture fisiche, ma anche quelle emotive. Il concetto di saudade, intrecciato all’esperienza del tempo dell’artista, struttura queste immagini: una memoria che si muove piuttosto che fissarsi, in cui paesaggi, corpo e affetti si rinnovano continuamente.
In questo dialogo tra Roma e Rio De Janeiro, la collaborazione con A Gentil Carioca si inserisce naturalmente nella visione di rhinoceros: un luogo simbolo del dialogo con la comunità globale, una finestra sul mondo che crea una narrazione continua. La ricerca di Miguel Afa trova una risonanza profonda in rhinoceros, nel suo essere tramite di viaggio intellettuale e testimonianza vivente della potenza della sintesi culturale, artistica, architettonica.
Dove:
rhinoceros gallery
Via del Velabro 9A, Roma
Date:
24 marzo 2026 – 3 giugno 2026
Tutti i giorni dalle ore 11:00 alle 19:00
Contatti:
www.rhinocerosroma.com
[email protected]
instagram.com/rhinocerosroma
Comunicazioni ufficiali e immagini (ove non indicato diversamente) dall’Ufficio Stampa rhinoceros gallery, Mint List. Aggiornamenti del 9, del 10, del 24 marzo 2026.













