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Bigaignon x rhinoceros gallery “Atto 2/3: Col Tempo”:
da Hideyuki Ishibashi a Yannig Hedel, a Roma, una riflessione sul tempo
26 novembre 2025 — 14 gennaio 2026

Clicca qui per il commento a cura di Alessandro Turillo (28 novembre 2025)
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Bigaignon x rhinoceros gallery “Atto 1/3: Sotto la Luce”



commento a cura di Alessandro Turillo (28 novembre 2025)

Quanto tempo abbiamo per la gratuità dell’arte?
Quanto bisogno spinge il nostro cammino verso i sentieri dell’espressione contemporanea?
Quanto davvero necessitiamo di sostare dentro a mondi che sono i nostri ma che forse ci sfuggono?

Alla Rhinoceros Gallery di Roma, in modo completamente gratuito, sempre e ancora dentro al cuore unico della fondazione di Roma, chi vorrà potrà ritrovarsi in un attimo alla Bigaignon di Parigi, una galleria francese che ha deciso di portare il respiro e la riflessione dei suoi artisti proprio qui al Velabro.

Quello che sta accadendo da metà settembre 2025 e proseguirà fino marzo 2026 è un gesto d’arte che nella sua apparente semplicità mette in mostra tre atti, come a teatro, di un interrogazione che affonda le radici nella storia del genere umano: Luce, Tempo, e Spazio.
Tre direttrici fondanti la nostra esperienza sul pianeta al di là del nostro interesse alla relazione con loro.

Pacati, maestosi, e beffardi, gli artisti continuano il loro dire, fare, baciare questo presente che dentro alla galleria assume una dimensione nuova.

Il mio invito è quello di cercare un orario insolito per stare il più possibile nel silenzio delle sale e osservare il movimento delle opere.

Ogni artista lavora verso una rappresentazione che quasi alchemicamente ci pone di fronte all’interrogativo del passare, del procedere, dell’esistere in movimento, come d’altronde la nostra galassia che si circonvolve nel suo procedere nello spazio attraverso quello che noi abbiamo definito tempo.

Parlo con una responsabile della galleria che cerca di gestire i raggi del sole che attraversano le grandi finestre che si stanno distendendo su alcune opere, mi dice: “ogni immagine ha una storia che trovo davvero importante per approfondirne il senso”. Mi vede interessato e continua: “l’opera di Xelot è in movimento, l’immagine si muove nell’arco delle ventiquattro ore”. “È vero”, penso: “prima sono passato e mi sembrava diversa”. Poi continua: “Hideyuki Ishibashi con questo trittico lavora sulla memoria di quello che dopo la guerra è diventata una vergogna per il popolo giapponese. I vasi che rappresenta e la fabbrica che li produceva, che durante la guerra fu costretta a produrre bombe”. Guardo di nuovo i vasi e di colpo è evidente la somiglianza formale, se pur depurata, alle bombe a mano.

Ha ragione la gentile responsabile, le storie delle opere affondano oltre l’impressione sensoriale mistica che la mostra ha già di per sé, si muovono ancora di più verso lo spirito dell’operazione che Bigaignon e la Rhinoceros Gallery stanno portando avanti, aprendo ad un attraversamento del nostro presente con un linguaggio che è fortemente alternativo a quello dei social.

Decidere di fare tre atti d’arte su luce, tempo e spazio dischiude la possibilità di sostare dentro a questo nostro essere in modo diverso.
Oggi l’ascolto dell’arte mi appare come un atto di natura rispetto all’incedere enorme e a volte violento della nostra cultura tecnologica che nel suo tentativo di risolvere i problemi si ritrova anche ad amplificarne le contraddizioni.

A chiusura, ricordo del mio invito ad andare a vedere la mostra, con la presenza presso il Palazzo Rhinoceros dell’action set di Raffaele Curi promosso dalla Fondazione Fendi – Esperimenti, un semplice e poetico momento d’arte che potrebbe incantare chi come me ama le sorprese che nascono dalla terra.


installazioni dalla mostra Bigaignon x rhinoceros gallery “Atto 2/3: Col Tempo”

Foto © Simon d’Exea

A Roma, rhinoceros gallery (link: www.rhinocerosroma.com/galleria), lo spazio dedicato alle arti contemporanee fondato da Alessia Caruso Fendi all’interno di Palazzo Rhinoceros, presenta “Atto 2/3: Col Tempo”, il secondo capitolo di una trilogia di mostre sviluppata in collaborazione con la galleria parigina Bigaignon (link: www.bigaignon.com).

In programma dal 26 novembre 2025 al 14 gennaio 2026, la nuova esposizione è dedicata all’elemento essenziale del tempo e segna la continuazione di un progetto articolato in tre atti, che si concluderà nel marzo 2026.

Fondata a Parigi quasi dieci anni fa, Bigaignon è conosciuta per la promozione di artisti che indagano i fondamenti di luce, spazio e tempo attraverso pratiche legate al minimalismo, all’astrazione e alla fotografia concettuale.

installazioni dalla mostra Bigaignon x rhinoceros gallery “Atto 2/3: Col Tempo”

Foto © Simon d’Exea

Il tempo — invisibile e sfuggente — costituisce la trama stessa dell’esperienza umana e rappresenta una delle materie essenziali dell’arte. Se la fotografia si definisce attraverso la luce e lo spazio, lo fa altrettanto attraverso il tempo: lo interrompe, lo sospende, lo trasforma in una sostanza tangibile. Ogni immagine è un frammento, un istante che si rifiuta di scomparire.

Da sempre gli artisti cercano di comprendere cosa il tempo faccia alla forma, al corpo, alla memoria. Eraclito vedeva il mondo come un flusso perpetuo, mentre Sant’Agostino — meditando proprio a Roma — si stupiva di questo paradosso: il tempo esiste solo nella coscienza umana, teso tra il ricordo del passato e l’attesa del futuro. A Roma questa riflessione assume una risonanza particolare. Qui il tempo diventa visibile, quasi tangibile. Gli strati della storia si sovrappongono come livelli di memoria: le rovine dialogano con il presente, le pietre antiche incontrano la luce di un nuovo giorno. La Città Eterna ci ricorda che il tempo non è solo ciò che passa, ma anche ciò che resta.

installazioni dalla mostra Bigaignon x rhinoceros gallery “Atto 2/3: Col Tempo”

Foto © Simon d’Exea

Gli artisti in mostra esplorano questa materia invisibile, fluida e persistente. Attraverso la traccia, la sovrapposizione, la ripetizione, o al contrario la brillantezza di un singolo istante fugace, indagano la tensione tra transitorietà e permanenza.

Thomas Paquet cattura la traccia del tempo nell’arco di un intero anno attraverso la cianotipia, così come fa — in modo diverso — l’artista spagnolo Juan Couder. Morvarid K, con la performance, modella la carta fotografica imprimendovi tracce temporali. Nella serie Latent, Hideyuki Ishibashi evoca il tempo attraverso la memoria. In un approccio più concettuale ma altrettanto potente, il collettivo belga Lab(au) presenta un monocromo che sembra assumere la forma di un dittico: realizzato con polvere di uranio su un lato e piombo sull’altro, sarà il tempo stesso a trasformare l’opera in un monocromo, poiché ciò che separa i due materiali è proprio il tempo.

installazioni dalla mostra Bigaignon x rhinoceros gallery “Atto 2/3: Col Tempo”

Foto © Simon d’Exea

Gli artisti Yannig Hedel e Chris McCaw offrono composizioni poetiche che evocano l’iscrizione del tempo che passa, mentre — come ricorda il filosofo Henri Bergson — il tempo vissuto, la durata, non si misura ma si sente: si dilata o si condensa secondo le nostre emozioni e i nostri ricordi. L’artista ospite Charles Xelot rende visibile questa durata, mentre Fernando Marante e Harold Feinstein invitano a contemplare il tempo come sostanza viva: nel primo si distende come un’onda tranquilla, nel secondo si dispiega immagine dopo immagine, come una sequenza cinematografica.

installazioni

Foto © Simon d’Exea

In un’epoca satura di immagini istantanee e informazioni fugaci, ripensare il tempo — la sua lentezza, la sua profondità, la sua densità — diventa quasi un atto politico. Forse, in fondo, il vero compito dell’arte è proprio questo: dare forma al tempo, affinché, anche solo per un momento, possiamo abitarlo in modo diverso.

In parallelo, dallo scorso settembre e fino a marzo 2026, Bigaignon occupa uno spazio al primo piano di Palazzo Rhinoceros con una grande installazione di Olivier Ratsi. Una vera e propria sintesi delle tre mostre previste alla rhinoceros, quest’opera immersiva riunisce i tre temi che la galleria francese esplorerà durante la sua residenza romana: luce, tempo e spazio.

installazioni

Foto © Simon d’Exea

Dove:
rhinoceros gallery
Via del Velabro 9A, Roma
Date:
26 novembre 2025 – 14 gennaio 2026
Tutti i giorni dalle ore 11:00 alle 19:00
Contatti:
www.rhinocerosroma.com
[email protected]
instagram.com/rhinocerosroma

 

Comunicazioni ufficiali e immagini (ove non indicato diversamente) dall’Ufficio Stampa rhinoceros gallery, Mint List. Aggiornato il 10 e il 27 novembre 2025.

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